Sala Croze

Nella Sala Croze, per ricordare simbolicamente la funzione originaria della sede della Galleria Civica, è stato riproposto per quanto possibile l’ambiente così come poteva essere quando qui risiedeva la famiglia Croze, da cui ha preso il nome la villa, con gli arredi ed alcuni oggetti artistici che fanno sempre parte della Collezione “Maria Fioretti Paludetti”.

I Croze si erano trasferiti da Venezia a Vittorio perché Giovanni Battista Ottavio Croze (1832-1884), giovane ingegnere francese, era il direttore dello stabilimento per la produzione di calce idraulica e cemento della Società delle Strade Ferrate del Lombardo Veneto e dell’Italia Centrale, situato nei pressi della Pieve di Sant’Andrea, che in seguito egli acquistò avviando anche la produzione di vari manufatti da costruzione e decorativi. Successivamente lo stabilimento venne ceduto alla Società Italiana dei Cementi e delle Calci Idrauliche di Bergamo (poi Italcementi) mentre la produzione di manufatti da costruzione proseguì con il figlio Ottavio Eugenio Croze (1873-1935), che aprì anche una fabbrica di mobili artistici, molto rinomati per la loro alta qualità.